Senza Titolo

Non ho nessun titolo da dare a queste poche righe che vi sto scrivendo perchè non ne ho idea di cosa io stia per scrivere.

Quando mi capita spesso di prendere i servizi pubblici, metro, bus, ecc.. mi capita spesso di vedere le altre persone che cosa fanno, come si comportano, che particolarità anno.
Qualcuno di sicuro mi prenderà per matto ma questo è un aspetto molto interessante sembra quasi lo sguardo di un pittore che cerca il soggetto perfetto per la sua nuova opera d’arte.cyclops-3014156_1920

Ora con la nuova era digitale, tra smartphone, tablet, pc di ultima generazione capita spesso di vedere sempre più gente, parte dai giovani fino alle persone anziane che la mattina guardano fissi il cellulare.
Ma cazzo, io mi chiedo? che avrai di importante da guardarci stamane? i cazzi degli altri? ma goditela sta cavoli di vita e mi raccomando dai un’occhiata fuori; il sole, il verde, la natura, i bambini che giocano, che urlano… no stiamo perdendo il contatto umano quello che avevamo già tutti prima di 2.0-3.0-4-0 ecc…

Attenzione non sto dicendo che sono contro la nuova era della digitalizzazione ma sto solo dicendo che ormai questa cosa ci è talmente entrata dentro che oramai non ne possiamo fare più a meno.
Eppure uno stratagemma ci sarebbe e siamo noi.
E’ il nostro cervello che ci può aiutare nella scelta di cosa sia giusto e sbagliato, e di cosa io possa vedere prima e dopo.

Certo queste tecnologie vertono molto sulla velocità e sui colori che ci richiamano a noi dei ricordi ma siamo pur sempre noi gli esseri umani che possono decidere se vale più una cena con  tua moglie o un selfie con un piatto che hai appena ordinato o no?

Siamo pur noi che ci riprendiamo mentre stiamo guidando o possiamo farlo anche dopo senza rischiare di ammazzarci per un banale selfie o video?!?

Siamo noi che possiamo decidere di accettare o rifiutare una chiamata mentre stiamo guidando perchè non è urgente o se lo è possiamo accostare 5 minuti?

Queste e altre domande mi vengono spontanee, genuine perchè penso sempre che il nostro emisferio emotivo e non possa aiutarci a relazione e a scegliere cosa possiamo fare e cosa invece possiamo guardare dopo.
Poi va beh ci sono dei casi in cui non si riesce nemmeno a ricavare un ragno da un buco ma questa è un’altra storia.

Cavoli ma io dico tu, brutto essere umano che ogni mattina inclini la tua schiena giovane per vedere i cazzi degli amici tuoi sui social so per provare un forte senso di insicurezza quindi ti scatta subito il selfie per pareggiare i conti.
Ma che cazzo te ne frega, cosa ti importa, tanto non c’entra nulla, non è morto nessuno se non commenti o metti un mi piace.

Poi sta cosa del “mi piace” credo proprio che ci stia sfuggendo di mano, ma molto poi.

Quindi mi raccomando sbadigliate, sgranate bene gli occhi, fate un accenno di sorriso a quello che vi sta affianco ma tenete spenti sti cazzo di cellulari o almeno non fate finta di ascoltare musica mettendovi delle cuffie all’ultima moda perché non c’ho voglia di socializzare provate un minimo ad arrivarci da soli.

Basta poco

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C’ERA UN ITALIANO, UN FRANCESCE, UN TEDESCO E UN INGLESE…

 

Ritorniamo con il nuovo Anno questa fantastica rubrica per parlarvi di uno dei musei che mi hanno fatto appassionato molto dal punto di vista storico e sociale:

La Topografia del Terrore

Forse è uno dei posti dove mi hanno fatto riflettere di più e dove ho capito che la Storia è sempre e sempre lo sarà…importante.
Il museo è gratuito e si trova in centro vicino a Potzdammer Platz.
Oltre ad essere gratuito e molto grande ne vale veramente la pena visitarlo, certo dal titolo e guardando in internet di sicuro tratta un argomento veramente pesante ma, purtroppo, molto attuale.
La cosa che più mi sorprende è la cura e il dettaglio con cui vengono “raccontati” con foto e parole, quei periodi bui.
Alcune immagini sono veramente di impatto, ti fanno riflettere, infatti dopo un pò che ero dentro mi sono dovuto fermare e riprendermi perché era veramente troppo per me ma poi mi sono rialzato e ho finito il giro.
Certo è che scrivere questa cosa dopo che sento una persona politica dire che:”La razza bianca è a rischio di estinzione” è quasi un obbligo scrivere e portarci soprattutto certa gente ignorante e cafona, che non sa nulla e non impara dagli sbagli altrui.
Consiglio anche di fare un giro nella parte esterna del museo, dove riporto sopra due foto, ma il vero “colpo allo stomaco” è dentro.
E mi fermo qui perchè spero di avervi incuriosito in qualche modo perchè il museo mi ha insegnato molto e ancora se ci penso mi ha dato tanto, perchè la Storia non va dimenticata MAI.

Purtroppo ho evitato di fare delle foto perché non credo ce ne sia bisogno basta andare e provare quel sentimento che di paura che, ahimè, da qualche parte in Europa sta ritornando di gran carriera.

Non credo e non voglio pensare a cosa succederà tra due mesi in Italia; diciamo che la speranza è l’ultima a morire.

Beh lo spero veramente e spero che questa ondata di gente maleducata e ignorante venga presto ignorata perchè l’Italia merita altro, merita il meglio.

 

Altro passaggio altro blablacar

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Buon Anno a tutti.

Riprendo per poche, pochissime righe la voglia e la determinazione di scrivermi la mia ultima avventura con gli incontri del terzo tipo grazie a Blablacar o meglio I SOGGETTONI CHE INCONTRI QUANDO PRENOTI O OFFRI UN PASSAGGIO CON BLABLACAR.

Questa volta dovevo prenotare un passaggio; avevo calcolato tutto per il tragitto dall’Aeroporto alla Stazione.
Vado sul sito e vedo il passaggio che cade a fagiolo e prenoto.

Premetto che il giorno dopo dovevo partire.

Dopo questa corta premessa riprendiamo questo racconto passando per il giorno successivo… e qui succede il delirio.

Ricevo dal primo mattino, messaggi del tipo che si rimangia tutto e mi tempesta di messaggi perché aveva paura di far tardi e, secondo lui, l’aereo sarebbe arrivato in ritardo all’aeroporto di Bolgona e che quindi bisognava rivedere la prenotazione.
Dopo 5 messaggi di questo tipo, mentre io stavo lavorando, ho preso in mano il cellulare e chiamandolo con molta calma gli dissi:” senti, atterro verso le 20 quindi ho tutto il tempo possibile ed immaginabile per arrivare al punto d’incontro, quando atterro ti mando un messaggio.”

Boom! chiudo al telefonata.

Finisco di lavorare, saluto i miei colleghi di lavoro e mi dirigo verso casa, faccio la valigia e mi reco subito verso la metropolitana direzione aeroporto.

Appena arrivo all’aeroporto noto subito che il mio volo ancora non è stato inserito, va beh me ne frego e vado a fare il check-in.

Tutto bene a parte che, subito dopo, noto che il mio volo è inserito nello schermo delle partenze ma è in ritardo di mezz’ora…

Un mix di smadonnamenti mi fa salire la carogna e incomincio ad incazzarmi bene bene,; giro in lungo e in largo in attesa che questo cazzo di aereo arrivi, mi metto in fila e dopo 20 minuti buoni aprono il boarding…

Dopo la fretta e gli smadonnamenti il relax per essere partiti ma mi ero completamente dimenticato per non aver avvisato il tipo e meno male che non gli ho detto nulla se no quello sarebbe partito senza aspettarmi.

Atterro, nel mentre ho dovuto spegnere il cellulare perchè si stava scaricando, e da lì ho scoperto che per mia fortuna l’aereo aveva recuperato tutti quei minuti di ritardo.
Scendo, prendo l’autobus direzione stazione ferroviaria, spendendo la bellezza di 6 euro, arrivo in stazione e incontro il tipo del passaggio, ovviamente sono arrivato con più di dieci minuti di anticipo, lui inizia una litania con inizio della frase “scusami, scusami, scusami” campando scuse di ogni tipo.

Io glisso subito, respirando profondamente, dicendo che è andato tutto bene e quindi giriamo pagina.

 

Casa dolce Casa

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Buona Befana a tutti.

E’ da molto tempo che non scrivo sul mio blog personale, e vi chiedo scusa ma purtroppo ho avuto un periodo intenso e sono arrivato ad un certo punto che dovevo staccare la spina per potermi ricaricare.
Dopo mesi passati all’estero sono tornato a casa per le vacanze di Natale, parenti, mangiate, bevute, chiacchierate con amici e familiari.
Ad essere sincero mi mancavano molto queste “tipiche” modalità italiane che fanno parte del nostro DNA anche e soprattutto nel periodo natalizio dove ogniuno si avvicina ai propri cari vicino all’albero di Natale.

Però devo dire che mi sono sentito quasi come se non fossi mai partito, come se da quel meraviglioso paese, luogo, che è la mia Patria, la mia città non me ne fossi mai andato.
Ho cercato di capire il perchè di queste sensazioni e non ho trovato ancora nessuna risposta, nessuno che mi potesse dare una risposta.
Purtroppo le mie vacanze sono giunte al termine all’inizio dell’anno, scusate Buon Anno a tutti, e per dirla sinceramente non volevo partire.

Ma era necessario partire perchè riscopri te stesso e i tuoi valori confrontandoti con un paese che non è il tuo.
Adesso questa sensazione è cambiata, nel senso che ora ho la sensazione di non essere mai partito.
Ma, dopo giorni, ho capito che non dovevo farmi queste inutili paranoie, e grazie anche alle persone a me più care, devo conviverci con queste sensazioni perchè fanno parte di noi e basta.
Chi lo sa magari ritorneranno magari no.

Certo l’Italia è il Paese del Sole e del Mangiare sano, ma è anche il paese del lamento facile, della speranza… ma ho visto anche molta gente che non si rassegna che va avanti che cerca di risalire senza farsi troppe domande e cerca di seminare il tutto.

Io non so se un giorno o l’altro ritornerò ma so solo che un paese come il nostro non esiste da nessuna parte.
Ci basta veramente poco per poter capire che possiamo fare meglio di così, che basta spegnere la Tv e iniziare una piccola rivoluzione tutti quanti cercando di migliorare, di milgiorarci.
Poi certo io non ho la sfera di cristallo e magari mi sbaglio ma mi piacerebbe vedere questi lamenti trasformarsi in sorrisi, questo Sole in una Tempesta di una moltitudine di giovani che rialzano il Paese. Il mangiare trasformato come accoglienza per chi ci ama e per chi ci ammira.
Tornerò presto con altri due mini ma divertenti pensieri o racconti che dir si voglia perché la voglia di scrivere non me la toglierà mai nessuno e mi dovrete scusare se delle volte scriverò sgrammaticato ma io sono fatto così quando mi viene mi viene e devo scrivere.

Buon finesettimana e a presto

 

Federico

Il palazzo delle Lacrime

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Se siete a Berlino in vacanza come turisti o per un periodo breve e siete curiosi di scoprire la storia della Berlino di trenta e passa anni fa il palazzo delle Lacrime va visto assolutamente.

E’ piccolo ma ricco di dettagli, c’è anche la possibilità di avere una guida che vi spiega tutto oppure i “classici” lettori in lingua inglese e tedesca che vi accompagnano passo passo nelle tappe del museo.

Quando sono entrato pensavo di starci veramente poco ma alla fine, proprio perchè è veramente ricco di dettagli ci sono stato due ore.
Non vi dirò cosa c’è perchè non ne vale la pena e non ho gli strumenti giusti per parlare di questo ma di una cosa sono certo e che spesso stando a Berlino mi domando.

Perchè quando ho studiato la storia tutte queste cose sono state nacoste?

Perchè il mio livello di storia in Italia è finito con il “crollo” del muro?

Perchè non si è andato dentro la notizia?

Ma ora che sto un pò scoprendo, per quello che riesco, la storia e la cultura della città la mia domanda è:

Le nuove generazioni che cosa sanno di Berlino?

Qualcuno mi risponda perchè se non si è curiosi questo mondo ti mangia e la voglia di sapere, di incuriosirsi bisogna avercela tutti, me compreso.

Buon finesettimana

No Direction Home

Ieri sono stato ad una interessante mostra che tocca un argomento molto sentito in tutta Europa, soprattutto nei paesi dove viene fatta la prima accoglienza per gli immigrati.

La mostra si chiama “No Direction Home” e si trova vicino al mercato turco nel quartiere di Kruezberg.

Nulla da dire sulle foto che hanno un notevole impatto emotivo e sociale per chi cerca di andarsene dal proprio paese per trovare “fortuna” o una nuova vita in Europa.
Ma come sappiamo bene tutti ormai, questo argomento è talmente abitudinario e scottante che si preferisce non guardare certe immagini e fare finta di nulla.

All’interno della galleria espositiva c’era un interessante dibattito dove gli ospiti, esponevano i vari problemi che incontrano gli immigrati soprattutto nel momento stesso in cui sbarcano in Grecia e l’assenteismo costante dell’Europa che lascia questi paesi in balia di se stessi.
Ovviamente avrei preferito che nella conferenza ci sia stata anche la possibilità di avere un traduttore di lingua inglese ma, purtroppo non c’era e mi sono applicato per capire in grandi linee quello che dicevano in tedesco. Ora per quello che sono riuscito a capire credo che le stesse prerogative, le stesse domande che si fanno in Italia siano le stesso che si fanno qui in Germania.

Portare testimonianze attive di gente che racconta attraverso foto, libri, ecc.. è importante perchè non dobbiamo far diventare questa immigrazione un’abitudine o rassegnarci all’idea che tanto una soluzione non si trova.

Secondo il mio modesto avviso le soluzioni ci trovano e ci sono basta solo che l’Europa sia Europa.

P.S: per chi è a Berlino andatela a vedere, merita.20171203_131726

Il mio viaggio

Sono passati diversi mesi ormai da quel viaggio che ho intrapreso.

Me lo ricordo come se fosse ieri, come se fosse ancora una ferita aperta.
Col nodo strozzato in gola ho salutato amici di vita e la mia famiglia, mio padre, mia madre e me ne sono andato con una valigia carica di desideri.
Mentre il treno percorreva tutto il binario vedevo fuori il paesaggio che avvolge il mio paese, il caldo che soffocava il vagone non riusciva a strozzare in me la voglia e la speranza di poter magari trovare un nuovo sbocco personale.
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Dopo una prima sosta da mio fratello a Monaco di baviera ho cercato di ammirare il viaggio e la natura attorno.

Dopo molte vicessitudine che hanno caratterizzato il mio primo periodo berlinese, due case cambiate nel giro di un mese, nuovo lavoro, la lingua ho cercato sempre di più dalla storia di questa città piena di storia e di cultura.

Ad essere onesto sto ancora cercando di assorbire tutto quello che ricevo, dagli incontri, dalle parole che mi attraversano, dalla multiculturalità che la caratterizza.
Con un nuovo lavoro, una città completamente da scoprire ti senti estremamente piccolo in confronto all’immensità che mi circonda.
La curiosità è l’arma ideale per combattere un primo momento di paura e di ansia se non sei abituato al viaggio.

Basta buttarsi, certo non è facile perché ti sembra estremamente difficile anche andare al supermercato e fare la spesa.

Buttarsi è l’unica vera alternativa.

Certo io sono fortunato, ho e sto riscoprendo delle amicizie che credevo estinte ed è anche per questo che ho parlato del mio viaggio a pochissime persone.

Però mi sono buttato e per forza di cose se lo vuoi fare lo fai, senza chiederti perché o per come. Basta buttarsi… non è una cosa facile ma dovete farla.
Nessuno si deve permettere di danneggiare i sogni di ognuno, mai e poi mai vi dovete fare mettere i piedi in testa da chi vi da del matto anzi… siate matti.

E’ l’unica soluzione alla mediocrità.