UMANI

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Dopo il precedente articolo “Umano” ora vi racconterò alcune cose che fanno riflettere.

La prima riguarda, come sempre, una mia esperienza personale che riguarda quei posti colpiti dal sisma.
La scorsa settimana sono stato a Foce di Montemonaco per arrivare a piedi al lago di Pilato, posto incantevole e meraviglioso che consiglio a chi ancora non è andato rispettando però l’ambiente e chi ci vive.
Tranquilli, tranquilli, non vi racconterò la “faticaccia” fatta ma della gente, due persone, con cui abbiamo parlato io e un mio amico in paese appena ritornati dall’escursione.
E’ successo tutto all’improvviso, abbiamo parlato dell’escursione e del posto meraviglioso qual’è il lago di Pilato e tutto ciò che lo circonda poi, mi è venuto spontaneo chiedergli come va la situazione post sismica.
Loro, che ringrazio ma di cui non dirò i nomi, con gran simpatia mi hanno risposto:” e come vuoi che vada? Le lesioni del sisma sono visibili ad occhio nudo ma la cosa allucinante riguarda anche quelle case che esternamente sembrano solo abbandonate ma in realtà, hanno subito delle lesioni gravi anche loro per il terremoto.”

Ora la cosa allucinante è che queste case non hanno nessun avviso o recinzione che dice, ad esempio, “pericolo di crollo” o cose simili oppure delle barriere che consentano di tenere distanti chi si avvicina troppo per non rischiare un incidente.

“Poi, prosegue, uno dei due, “dietro alla prima fila di case, le altre sono quasi tutte inagibili, ma noi siamo stati fortunati perchè dovreste vedere Amatrice e altri paesi colpiti nel Lazio come sono ridotte”.

Proseguendo con il discorso mi raccontavano che ora, perchè è estate, nel finesettimana il viale del paese che è l’unica piazza centrale che collega al sentiero è pieno di macchine di turisti che vengono per andare su al Lago per poi rifucillarsi qui quando ritornano.
Perchè considerate che sono 3 ore e mezza ad andare e 3 ore a ritornare… almeno questo è il tempo che ci abbiamo messo noi.
Poi abbiamo parlato di Risorgimarche, che ho scoperto recentemente che è finanziato con soldi pubblici… ma non si era detto che era un evento gratuito per far rivivere quei luoghi colpiti dal sisma?!

A detta loro Risorgimarche sta muovendo qualcosa ma rimane tutto lì, si l’evento bello viene la gente ma poi?
Ok ok poi dopo la gente condivide l’evento, il concerto e il luogo che contraddistingue questa grande manifestazione ma perchè non inserire dentro la manifestazione, dentro l’evento, ad esempio prima o dopo il concerto degli interventi da parte di commercianti, piccoli imprenditori o persone del posto che parlino per far avere una testimonianza dello stato attuale delle cose?

        (quest’ultima parte l’ho aggiunta io)

politically correct?! dillo a chi non ha più nulla e vive in quelle condizioni.

Forse non li farebbero intervenire sul palco per motivi logistici o perchè qualcuno si lamenterebbe dei ritardi burocratici? forse perchè qualcuno inveirebbe contro l’evento? oppure perchè una cosa del genere va al di fuori dell’evento? o forse perchè nessuno fino ad ora non ci aveva pensato?

Beh se qualcuno possiede la risposta lo faccia.

Secondo la mia modesta osservazione una cosa del genere andrebbe fatta magari prendendo accordi con le proloco del posto che da noi funzionano, perchè bisogna far capire a chi magari viene per la prima volta, che in quei posti vive gente nonostante il disastro e ancora riesce a sorridere quando gli chiedi una domanda banale:”Come va?”

Questa gente non deve essere MAI abbandonata.

Seconda riflessione importante riguarda gli “UMANI” che si fanno i selfie e i video passeggiando beatamente in mezzo alla fioritura di lenticchie nella piana di Castelluccio per poi postarla sui social.

Personalmente sto portando avanti una battaglia personale con questi fagiani che pur facendoglielo notare, qualcuno non tutti, ti dice che lo ha fatto nel pieno rispetto dell’ambiente di quel posto.

Ma brutto fagiano demente che non sei altro ma non lo vedi che sei proprio in mezzo alla fioritura?
Non lo capisci che stai calpestando il guadagno e la vita di famiglie contadine che basano la loro esistenza sulla fioritura di queste lenticchie coltivate solo nell’alto piano di Castelluccio?

Ma ci fai o ci sei?
Ma poi scusa che cosa ti costa farlo in un posto dove  è consentito passeggiare e fare milleottocento selfie e duemila video tutorial per far vedere a chi ti segue quanto sei figo.
Certo ci sono dei sentieri ma alcuni sono costruiti per non dire rovinati dalla gente non curante che ci passa così senza rendersene conto ma solo per farsi un selfone.. brutto tontolone.
Ultima chiccha? Eccola

una persona, che su un social media si vanta con tanto di selfie e non solo, di essere nella piana di Castelluccio, appena gli fai notare che sta calpestando i fiori e non ci sono sentieri che cosa fa sto genio, sostiente che lui non sta calpestando nulla ma rispetta l’ambiente della piana attraverso i sentieri. Ma la cosa allucinante è che non sono solo io ha farglielo notare ma anche altre, autorevoli persone, ma niente siamo tutti esperti nel tirare lo sciacquone del nostro bagno.
Quindi siccome io non desiste ma rispondo se la prendono con il sottoscritto e sappiate fagianti presenti e futuri che se posterete selfone tontoloni che distruggono un posto tra i più meravigliosi al mondo vi scasserò le palle fino allo sfinimento.

Alleluja… fatemi martire.

P.S: Mi sa che forse quest’anno andrò ad uno degli eventi di Risorgimarche per capire come funziona e forse a Castelluccio; però visitare VISSO, USSITA, CASTELSANTANGELO SUL NERA e altri paesi, aiutandoli con il sorriso e non solo.

 

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Umano

Appena cerco su google la parola immigrati o immigrazione, i risultati non sono poi tanto allettanti quindi, invece di leggere e di farmi venire la depressione leggendo notizie alla rinfusa senza nessun senso, ve ne racconto una io.

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Ritornato in Italia.

Dopo svariate ore di bus partendo dalla Germania, approdo alla stazione di Padova.

Prendo un treno diretto, si fa per dire, per Ancona.

Il distributore automatico di biglietti mi stampa il mio, guardo il tabellone delle partenze e vedo che il mio treno arriva al primo binario.
Arrivo al primo binario e mi accorgo di un giovane ragazzo con la carnagione scura che sembra un po’ disorientato.

Mi si avvicina per chiedermi dove sia il treno per Bologna, io capisco il suo italiano “maccheronico” e gli dico che se vuole possiamo parlare anche inglese, lui mi sorride e continua a parlare in italiano.
Gli dico che il binario per il treno diretto a Bologna e’ il primo, proprio quello dove siamo ora. Lui mi ringrazia con un sorriso.
Dopo pochi minuti mi si riavvicina e mi dice, facendomi vedere il suo biglietto, se andava bene o meno. Io controllo, e gli dico che va tutto bene ma capendo la situazione, gli dico che sto per prendere lo stesso treno che va a Bologna e se vuole possiamo fare un pezzo di viaggio insieme.

Lui sorride e accetta di sedersi insieme a me ne vagone.

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Inizialmente parliamo della vita in generale, di Padova, di Bologna poi attacco io parlando un po’ della Germania e dell’Italia… tranquilli non riguarda una partita dei Mondiali.
Dopo un silenzio che sembra durare dieci minuti, gli faccio la fatidica domanda:

“Da dove vieni”?
Lui molto rilassato mi risponde… e qui inizia la sua storia.

Luis ( nome inventato) ha ventisette anni, e viene dal Niger.

Luis e’ fuggito da una guerra civile che va avanti da secoli ormai, partendo con sua sorella e il suo migliore amico lasciando sua madre da sola a casa,  per cercare di trovare fortuna in Europa.

Partendo con sua sorella e il suo migliore amico hanno attraversato il deserto e sono arrivati in Libia. Appena arrivati lui, sua sorella e il suo migliore amico sono stati subito arrestati dalla polizia libica e rinchiusi in un carcere per nessun motivo.

Dopo un po’ di tempo, in quel carcere, e’ scoppiato una sommossa da parte dei prigionieri contro la detenzione ingiustificata da parte delle autorita’ libiche.

In questa sommossa, racconta Luis, sono morti sua sorella e il suo migliore amico di sempre…

Luis con il cuore in gola e gli occhi che brillano mi racconta che ha affrontato il viaggio con i barconi per raggiungere l’Europa perche’ ha dei parenti in Italia.
Luis ha affrontato il mare stipato in una barca che puoteva contenere meno di cinquanta persone ma, erano piu’ di cento.

Ricordo che Luis ha ventisette anni.
Arriva in Italia e dopo aver ricevuto tutte le cure e tutte le dovute carte per rimanere in Europa, decide di rimanere in Italia e con i suoi parenti si affida ad una cooperativa che gli sta insegnando l’italiano e altre materie, studia, e mi racconta che appena finira’ di studiare aprira’ una pizzeria perche’ vuole investire i soldi in Italia e gli piace fare le pizze.
Che gli piaciono Padova e Bologna, che ama le donne italiane e che ogni volta che racconta ad altri la sua storia, il suo viaggio, quello che ha dovuto passare per venire qui, piange.

Ricordo che Luis ha ventisette anni.

Ora, non voglio fare il moralista, il populista o altre cazzate del genere ma vorrei che tutti noi ascoltassimo di piu’ queste persone perche’ dalle loro storie, dai loro volti scavati dalla fatica e dall’ingiustizia potremmo restare sempre UMANI.

LUIS ha ventisette anni.

Abbiamo bisogno di sognare

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Credo che queste panchine che vediamo nella foto devono ritornare ad essere occupate.

Come possiamo farlo se non ritornare a sognare?
Non è la prima volta che lo scrivo, credo, e forse non sarà neanche l’ultima ma credo che dobbiamo tornare a sognare.
Sai quei sogni belli che ti svegli la mattina e te li ricordi dall’inizio alla fine; ma dobbiamo sognare anche cose brutte cioè quei sogni che ti fanno stare con la “luna storta” tutto il giorno… oh a me capita spesso e volentieri di stare in questa maniera quando faccio dei brutti sogni.

Oppure fare quei sogni dove ti ricordi la sensazione, ma in pratica non ricordi nessuna immagine però la sensazione sì, bella o brutta che sia.
Oppure quei sogni che non ricordi assolutamente nulla, tabula rasa, neanche la sensazione ma passi la metà del tempo durante la colazione per capire che cavoli hai sognato stanotte per poi sfanculare tutto perchè stai facendo tardi a lavoro.
Credo che dovremmo tutti quanti prenderci una mezz’oretta per staccare e incominciare a sognare magari una volta al giorno e ritornare a ricordarli e a condividerli se ne sentiamo l’esigenza.
Sai quei sogni che ti fanno stare bene perchè sono pieni di respiri e di ghiotte occasioni che ti fanno alzare bene la mattina, oppure sono così brutti che ti svegli stanco, assonnato e non ti va di parlare con nessuno anzi li malediresti tutti dalla prima all’ultima persona che ti rivolge la parola.

Tornare a sognare, credo che sia proprio questo un importante e semplice esercizio da fare a tutti i costi.

Molti di voi si chiederanno: “Perchè?

Boh?  è solo una sensazione” vi risponderei.

Però credo che non si discosti tanto dalla realtà, anzi credo che sia molto più efficace una cosa del genere che non fare nulla.
Per esempio io quando mi accorgo che sono diversi giorni che non sto sognando mentre dormo avverto una sorta di allarme del mio corpo che mi dice: “Attento che non stai più sognando?”
Allora mi fiondo in libreria e mi compro un paio di libri che sistematicamente inizio contemporaneamente… metodo da non seguire perchè se non sei costante come capita a me delle volte ci metti il doppio del tempo quindi magari credo che sarebbe utile per, chi lo volesse,  iniziare il primo, finirlo e poi incominciare l’altro e non iniziare con uno e dopo pochissimo iniziare anche l’altro solo perchè “oggi non ho voglia di leggere il primo”

Ecco magari non prendete alla lettera queste ultime righe ma magari comprate e leggete dei libri, fatevi sorprendere dal profumo di un libro, dalla copertina, dalle parole che state leggendo e se vi fanno venire la pelle d’oca credo che sia il libro ideale per voi; il libro ideale che vi ricorderete di sicuro.

Buona lettura e tanti bei sogni.

Due parolacce

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C’è da promettere che non farò nomi e neanche ingiurie presso chi, sia giovani e non ha trovato lavoro cazzeggiando su internet.

Non so l’esatto momento in cui questo fenomeno prende forma ma credo che vanno avanti, almeno in Italia, negli ultimi dieci anni.

Ma io non riesco oppure non voglio capire certa gente come cavoli faccia a passare tutto il tempo attaccata ad internet nel condividere anche quando caga nel proprio cesso.
“Studiando” per modo di dire, questi ultimi fenomeni che stanno attirando l’attenzione di aziende che con la scusa delle visualizzazioni gli fanno presentare i loro accrocchi e intanto questi fantomatici Youtuber guadagnano a spese di ragazzi che magari escono e stanno insieme sul classico muretto dove si vedono con altri ma stanno chini guardando i cellulare e guardano le cazzate che sti fenomeni da baraccone postano.

Ci tengo e voglio precisare che queste persone hanno sfruttato il momento e di questo momento ne hanno fatto o tentano di fare un proprio mestiere, un proprio lavoro. Come biasimarli?!
Quello che invece non mi va proprio giù, è che queste persone fanno dei video sulle più disparate “challenge” e/o video gaming riprendendosi tra amici e fanno un casino di visualizzazioni.
Forse non tutti riescono o non voglio capire o fanno finta, nel capire che forza mediatica alcuni di loro sono riusciti ad arrivare.

Ci sono alcuni di loro che fanno delle comparsate televisive, altri fanno anche gli attori per film cinematografici.

Ma soffermiamoci sui video, oltre alla challenge o a cazzate che mi viene il vomito solo a pensarci, mi viene il vomito, per la seconda volta, quanto lucrano queste persone.
C’è chi fa vedere la propria macchina nuova, i giochi fatti insieme alla ragazza, che si confida con i loro amichetti virtuali se hanno fatto un incidente, se hanno tradito la ragazza o viceversa.

Quello che però, la maggior parte di loro non fa è parlare realmente hai giovani, di fargli capire che una possibilità nella vita c’è ma non è solo quella di fare i cuochi e gli youtubers.
Cazzo, scusate, ma non lo vedi fuori il cielo com’è limpido e pulito?

Esci, esprimiti, corri, suda.

No, non fanno niente di tutto questo.

Ci sono solo alcune orde di bambini che pensano solo a diventare youtubers e/o cuochi…ma che massima ispirazione, con tutto rispetto per i cuochi, hai nel fare lo youtubers? cazzeggiando tutto il giorno e parlando di nulla?

C’è anche da precisare che qualcuno ha capito la lezione e si è evoluto.

Avete un potente strumento che si chiama Internet e sareste in grado di poter cambiare ed aiutare le teste di bambini che vi ammirano per farli crescere in maniera diversa pensando anche ad un lavoro decente.
Com’è possibile che non ci sta arrivando nessuno, com’è possibile che questi qua fanno milioni di visualizzazioni, urlano in continuazione e si sfidano a delle sueprcazzole allucinanti?

Avete uno strumento importante ed un pubblico importante, perchè non lo impegnate in cose molto più serie?

Certo però c’è da precisare anche che la questione riguarda anche chi vede i video; magari dovrebbero svegliarsi e mandarsi a quel paese per aver perso tutto questo tempo.

Prendere uno strumento musicale e incominciare a suonare,

leggere un libro,

imparare ad andare in bici,

parlare, confidarsi con il proprio amico,

camminare all’aria aperta per scoprire sempre di più le bellezze che ci stanno intorno.

Boh, questi sono solo alcuni esempi di come sia possibile cambiare, ma cambiare in meglio.

Ciao

 

 

 

Scrivere

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Oramai sta sempre diventando una rarità per me scrivere nel mio blog, ed onestamente non riesco e non capisco il motivo.

Eppure ho sempre ritenuto la scrittura l’ultimo baluardo che ci può servire per sopperire alla mancanza di queste tecnologie che ci invadono dalla mattina alla sera.

Ho passato gli ultimi periodi, le ultime settimane nel non condividere tutto, ma non perchè non volevo ma perché volevo respirare la “vita” e la cosa diciamo che non è stata bella… per loro.
Ho una la città sotto un altro punto di vista, sempre con lo sguardo alto ad ammirare ogni angolo, ogni quartiere anche se alla fine sono quasi sempre gli stessi.
Beh respiri e vivi la città in maniera diversa ma la cosa che più mi ha scandalizzato sono le persone:

Sembrano tutte indaffarate, tutte affaccendate nel farsi i cazzi degli altri su un telefonino…ops ora non si dice neanche più, si dice iphone o smartphone, per sentirsi gratificate per un like o un commento o perchè semplicemente ci piace spulciare gli affari degli altri.

Che dire ne vale veramente la pena?

La scrittura in questi social media sta piano piano scomparendo, abbreviazioni, emoticon, ecc… si va sempre di più verso un linguaggio corto ed essemziale. Come se qualcuno volesse dire datti una mossa che non ho tanto tempo da perdere.

Boh, a volte mi chiedo dove andremmo a finire se la prima cosa che guardiamo appena svegli è il cellulare e l’ultima cosa che guardiamo prima di andare a dormire è il cellulare.

Ciaone

Senza Titolo

Non ho nessun titolo da dare a queste poche righe che vi sto scrivendo perchè non ne ho idea di cosa io stia per scrivere.

Quando mi capita spesso di prendere i servizi pubblici, metro, bus, ecc.. mi capita spesso di vedere le altre persone che cosa fanno, come si comportano, che particolarità anno.
Qualcuno di sicuro mi prenderà per matto ma questo è un aspetto molto interessante sembra quasi lo sguardo di un pittore che cerca il soggetto perfetto per la sua nuova opera d’arte.cyclops-3014156_1920

Ora con la nuova era digitale, tra smartphone, tablet, pc di ultima generazione capita spesso di vedere sempre più gente, parte dai giovani fino alle persone anziane che la mattina guardano fissi il cellulare.
Ma cazzo, io mi chiedo? che avrai di importante da guardarci stamane? i cazzi degli altri? ma goditela sta cavoli di vita e mi raccomando dai un’occhiata fuori; il sole, il verde, la natura, i bambini che giocano, che urlano… no stiamo perdendo il contatto umano quello che avevamo già tutti prima di 2.0-3.0-4-0 ecc…

Attenzione non sto dicendo che sono contro la nuova era della digitalizzazione ma sto solo dicendo che ormai questa cosa ci è talmente entrata dentro che oramai non ne possiamo fare più a meno.
Eppure uno stratagemma ci sarebbe e siamo noi.
E’ il nostro cervello che ci può aiutare nella scelta di cosa sia giusto e sbagliato, e di cosa io possa vedere prima e dopo.

Certo queste tecnologie vertono molto sulla velocità e sui colori che ci richiamano a noi dei ricordi ma siamo pur sempre noi gli esseri umani che possono decidere se vale più una cena con  tua moglie o un selfie con un piatto che hai appena ordinato o no?

Siamo pur noi che ci riprendiamo mentre stiamo guidando o possiamo farlo anche dopo senza rischiare di ammazzarci per un banale selfie o video?!?

Siamo noi che possiamo decidere di accettare o rifiutare una chiamata mentre stiamo guidando perchè non è urgente o se lo è possiamo accostare 5 minuti?

Queste e altre domande mi vengono spontanee, genuine perchè penso sempre che il nostro emisferio emotivo e non possa aiutarci a relazione e a scegliere cosa possiamo fare e cosa invece possiamo guardare dopo.
Poi va beh ci sono dei casi in cui non si riesce nemmeno a ricavare un ragno da un buco ma questa è un’altra storia.

Cavoli ma io dico tu, brutto essere umano che ogni mattina inclini la tua schiena giovane per vedere i cazzi degli amici tuoi sui social so per provare un forte senso di insicurezza quindi ti scatta subito il selfie per pareggiare i conti.
Ma che cazzo te ne frega, cosa ti importa, tanto non c’entra nulla, non è morto nessuno se non commenti o metti un mi piace.

Poi sta cosa del “mi piace” credo proprio che ci stia sfuggendo di mano, ma molto poi.

Quindi mi raccomando sbadigliate, sgranate bene gli occhi, fate un accenno di sorriso a quello che vi sta affianco ma tenete spenti sti cazzo di cellulari o almeno non fate finta di ascoltare musica mettendovi delle cuffie all’ultima moda perché non c’ho voglia di socializzare provate un minimo ad arrivarci da soli.

Basta poco

C’ERA UN ITALIANO, UN FRANCESCE, UN TEDESCO E UN INGLESE…

 

Ritorniamo con il nuovo Anno questa fantastica rubrica per parlarvi di uno dei musei che mi hanno fatto appassionato molto dal punto di vista storico e sociale:

La Topografia del Terrore

Forse è uno dei posti dove mi hanno fatto riflettere di più e dove ho capito che la Storia è sempre e sempre lo sarà…importante.
Il museo è gratuito e si trova in centro vicino a Potzdammer Platz.
Oltre ad essere gratuito e molto grande ne vale veramente la pena visitarlo, certo dal titolo e guardando in internet di sicuro tratta un argomento veramente pesante ma, purtroppo, molto attuale.
La cosa che più mi sorprende è la cura e il dettaglio con cui vengono “raccontati” con foto e parole, quei periodi bui.
Alcune immagini sono veramente di impatto, ti fanno riflettere, infatti dopo un pò che ero dentro mi sono dovuto fermare e riprendermi perché era veramente troppo per me ma poi mi sono rialzato e ho finito il giro.
Certo è che scrivere questa cosa dopo che sento una persona politica dire che:”La razza bianca è a rischio di estinzione” è quasi un obbligo scrivere e portarci soprattutto certa gente ignorante e cafona, che non sa nulla e non impara dagli sbagli altrui.
Consiglio anche di fare un giro nella parte esterna del museo, dove riporto sopra due foto, ma il vero “colpo allo stomaco” è dentro.
E mi fermo qui perchè spero di avervi incuriosito in qualche modo perchè il museo mi ha insegnato molto e ancora se ci penso mi ha dato tanto, perchè la Storia non va dimenticata MAI.

Purtroppo ho evitato di fare delle foto perché non credo ce ne sia bisogno basta andare e provare quel sentimento che di paura che, ahimè, da qualche parte in Europa sta ritornando di gran carriera.

Non credo e non voglio pensare a cosa succederà tra due mesi in Italia; diciamo che la speranza è l’ultima a morire.

Beh lo spero veramente e spero che questa ondata di gente maleducata e ignorante venga presto ignorata perchè l’Italia merita altro, merita il meglio.